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SIX FEET UNDER
(Seasons 1 - 5 ) |
(****1/2) |
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In un'era in cui la televisione sta cominciando ad essere
meglio del cinema "six feet under" spicca nelle vette e si
posizione tra le migliori che siano mai state trasmesse. Era un bel po' che
non scrivevo niente sui programmi televisivi, eppure guardo molte piu' serie
che film al cinema, ma dopo aver visto l'ultimissima puntata di six feet
under in televisione ieri sera mi sento in dovere di scrivere qualcosa sulle
5 serie (una sessantina di puntate in totale) che in un modo o nell'altro
sono riusciti a mantenere uno standard cosi' alto che quasi si dovrebbe
parlare di capolavoro. Naturalmente, come spesso succede, la prima series e'
la migliore, ma di certo chicche splendide sono un po' ovunque, per
non parlare delle ultime puntate dell'ultima serie: non piangevo cosi' tanto
da anni! Six Feet under osa parlare a lungo e in dettagli di uno degli
argomienti taboo di cui spesso e volentieri preferiamo ignorare (o perlomeno
far finta di niente): la morte. I dettagli che forse non vorremo sapere, i
momenti di dolore che preferiamo ignorare, le angoscie di cui abbiamo timore...
Eppure il tutto viene toccato con una tatto incredibile, con un sfondo di
black humor e un'onesta sconcertante. Nessuno ne e' mai andato cosi a fondo.
Le sceneggiature sono spesso scritte e supervisionate da Alan Ball, lo
sceneggiatore di American Beauty, e la sua impronta si riconosce ovunque. E
infine, nella perfetta miscela, ritroviamo i 6 protagonisti (piu'
tutti i personaggi minori che vanno e vengono, prima fra tutte la fantastica
Katie Bates, a volte anche nei panni di regista!), interpretati alla
perfezione dai fantastici attori. Raramente ho visto interpretazioni
migliori. Naturalmente la lunghezza della serie permette a tutti di mostrare
le diverse sfaccettature dei personaggi e renderli cosi' reali e credibili
nella loro "disfunzionalita'". Un capolavoro della televisione! |
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THE DEPARTED |
(****+) |
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Lungi da essere un capolavoro, questo film e' perlomeno il
ritorno di Scorsese a quello che sa fare meglio! La sua firma di Scorsese e'
presente ovunque, battute taglienti, montaggio frenetico, musiche a ruota
libera, gangs, mafiosi, violenza... Eppure quello che e' piu' lampante in
tutto il film sono i suoi attori: un bravissimo Di Caprio, un viscidissimo
Matt Damon e il diabolico Jack Nicholson, attorniati da una miriadi di altri
nomi famosi (Martin Sheen, Mark Walberg, Alec Baldwin) riescono
tenerti incollato per tutte le due ore e mezza di durata e non ti mollano
mai. Cinema di puro intrattenimento, si, ma infondo cosa c'e' di male? |
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TWELVE AND HOLDING |
(***1/2) |
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All'inizio sarebbe potuto essere un film scritto da me: una
casa sull'albero, una banda di bambini 12enni, famiglie disastrate piene di
probemi, il "solito"bambino grasso che pensa solo a mangiare... e poi
improvvisamente, il twist che ti rigira il film su capo a piedi: la tragedia
e la famiglia di due gemelli rimane a raccogliere i pezzi. Il film, di
bassissimo budget, ha una serie di cadude qua e la, ma i bambini riescono a
mantenere il tutto ad un livello al di sopra del "solito film" |
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VIVA ZAPATERO! |
(****+) |
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Sabrina Guzzanti si arma di telecamera e microfoni e segue le
orme di Michael Moore in un documentario sullo stato del termine "liberta'
di stanza" nel nostro "bel Paese". Stilisticamente il film e' un po' un
casino, schermi doppi, "jump-cuts", orrende inquadrature di articoli di
giornale, ma perfortuna il tema centrale del film e' cosi' forte, sentito e
sincero che qualche caduta stilistica (e tecnica) non importa. Un'altro
piccoloproblema del film e' il fatto che presupponga un conoscenza base di
quello che sta succedendo in Italia e chi siano i personaggi chiave. Io
stesso che vivo fuori dell' Italia da cosi' tanto certe volte avrei voluto
sapere un po' di piu' sulle persone che erano intervistate: sono sicuro che
un publico straniero avrebbe gli stessi problemi. Ed e' un peccato
davvero, perche' questo e' un film che DEVE essere visto da piu' persone
possibili. Brava Guzzanti! |
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AN INCONVIENT TRUTH |
(****-) |
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Piu' che un film o un documentario questa e' una vera e
propria lezione che probabilmente dovrebbe essere obligatoria in tutte le
scuole del mondo (e a quanto pare sopratutto in America). Una volta usciti
dalla sala ci si sente in dovere di fare qualcosa e sfido chiunque a tornare
a casa e a non pensare a "reclicare" la spazzatura. Peccato soltanto che il
film si preoccupi per la maggior parte a dire cosa stia succedendo e ad
elencare le disgrazie degli ultimi anni, invece di passare un po' piu' di
tempo a dirci che cosa dobbiamo fare per evitare il cataclisma. |
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THIS FILM IS NOT YET RATED |
(***+) |
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Un documentario che dice molto poco o quasi niente
di nuovo per tutte quelle persone che come me, sono all'interno del circuito.
Il guaio e' che questo tipo di documentario puo' interessare solo le
persone del"circuito". Detto questo e' un'occasione per ridere della
mentalita' bacchettona (e bacata) dell'associazione di censori americani che
preferiscono tagliare un film che solo lontanamente tocca l'argomento taboo
di un amore "omosessuale" , piuttosto che intaccare una scena dove centinaia
dipersone vengono smembrate e fucilate a raffica da chissa quale
"terminator". Divertente fino ad un certo punto e un'occasione per ri-vedere
certi pezzetti di film che hanno causato "scalpore" durante gli anni. |
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WAL-MART THE HIGH COST OF LOW PRICE |
(**) |
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L'idea e i motivi dietro questo documentario sono piu' che
nobili, ma ahime' la realizzazione e' una delle piu' sconclusionate che
abbia mai visto.Tecnicamente il film sembra quasi uno di quei documentari
che facevamo a scuola, ma purtroppo non si ferma li': il film e' costruito
in modo quasi casuale. Gli eventi si susseguono come se fosse una lista
della spesa, senza tenere troppo in considerazione il rapporto causa effetto,
mentre gli eventi vengono proposti da un punto di vista cosi' poco
parzialeche in confronto un film di Michael Moore sembrerebbe quasi neutrale |
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