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Il film acquista fascino gfrazie soprattutto alla sua durata
di 6 ore che permette allo spettatore di entrare completamente nelle vicende
della famiglia. E' lo stesso trucco al quale orami lo spettatore medio
televisivo e' abituato. Ed e' la stessa lunghezza che riesce in un certo
senso a nascondere delle cadute pazzesche qua e la (per esempio la lettera
letta ad alta voce dal bambino!!!) Generalmente, dopo la prima ora si puo'
tranquillamente dire di essere stati completamente risucchati. Il film
funziona di piu' nelle parti in cui ricostruisce quell'Italia passata
attarverso i momenti piu' iconografici del paese, dalla sigla del
telegiornale nello sfondo, all'assassionio di Moro e cosi' via. La
recitazione ha alti e bassi, ma quando funziona, funziona davvero |
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Nel 1978 tutti abbiamo creduto che l'uomo potesse volare (cosi'
come ci dicevano i cartelloni publicitari): il Superman di Richard Donner
era rivoluzionario per quei tempi. Mega effetti speciali, attori giganti e
una colonna sonora che tutt'ora tutti sappiamo riconoscere. Bryan Synger, il
regista di questo "seguito" ha capito quanto l'originale fosse ancora vivo
nella memoria di tutti e ha fatto il possibile per non rovinarci il ricordo
ma al tempo stesso per farci tornare quell'amore per il super-eroe per
eccellenza. E credo ci sia proprio riuscito. Brandon Routh indossa la
calzamaglia perfettamente, ma soprattutto e' un perfetto Clark Kent, cosi'
come eravamo abituati a vederlo interpretato da Christopher Reeves.
Gli effetti speciali sono naturalmente impeccabilie il Lex Lutor di turno,
interpretato da Kevin Spacey supera il suo predecessore Gene Hackman. Synger,
forse sentendo il peso di mille serie televisive e uno Spiderman miliardario,
tratta questo film come se fosse una storia d'amore tirandoci dentro un paio
di colpi di scena totalmente inaspettati (la parte con il bambino per
esempio...). Se proprio bisogna trovare un problema nel film e' proprio nel
personaggio di Superman. Insomma, diciamo la verita' come super-eroe e' un
po' troppo perfetto.. un po' troppo super. Mai e poi mai nel film si ha un
minimo di paura per il nostro protagonista.. oppure chissa', sono troppo
cresciuto. |
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