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CAPOTE |
(****1/2) |
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Questa e' la prova che per piacere un film non deve
necessariamente avere un protagonista con il quale identificarsi. Capote e'
un freddo manipolatore, il tipico bastardo, mellifluo e viscido individuo..
eppure Phillip Seymour Hoffman riesce ad umanizzarlo, e a renderlo
assolutamente fantastico, quasi ipnotizzante (Oscar, Oscar, Oscar io dico!!!).
Il film si sviluppa lentamente contro ogni ritmo Hollywodiano e si conferma
come uno dei film piu' provocativi dell'anno (nel senso migliore del
termine), commuovente e verso il finale quasi difficile da guardare
per quanto potente. Probabilmente uno dei film migliori dell'anno. |
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MEMORIS OF A GEISHA |
(***1/2) |
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Un altro di quei filmoni pensato in relazione agli Oscar...
Devo dire il look generale di "Geisha" e' tra i piu' belli degli
ultimi tempi. E' dai tempi di "A Very Long Engagement" che non vedevo un
film cosi' curato dal punto di vista visivo: dai paesaggi spettacolari,
ai tetti delle case cosi' particolari, ai fantastici colori dei Kimoni, alle
bellezze orientali quasi finte... Su questo il film gioca soltanto
carte vincenti! Purtroppo, come quasi sempre quando si adatta un libro che
si ha gia' letto, si rimane un po' delusi dalla semplicita' dell'adattamento.
Certe sezioni del libro vengono a malapena toccate rendendo certi aspetti
della storia molto superficiali e quasi senza spiegazione (La relazione con
la sorella o tutta la parte della guerra, o il finale che al momento sembra
quasi campato in aria). Un vero peccato, perche' su carta questa film poteva
essere un vero capolavoro, invece finisce solo per essere un bel film, ma un
po' vuoto... |
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MUNICH |
(****) |
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Quest'ultimo film di Spielberg e' cosi' attento a dipingere
un messaggio non di parte che a volte si dimentica quasi di rendere
il suo publico interessato ai personaggi e agli eventi del film stesso. Un altro
esempio di un film in cui il proprio messaggio viene a discapito di tutto il
resto. Per essere un film di Spielberg il tutto e' estremamente lento, senza
un vero proprio motivo per esserlo. Detto questo , devo ammettere che' la maestria del
regista ancora una volta e' apparente: la coreografie di certe scene,
l'impeccabile ricostruzione degli anni 70 (il film sembra davvero uno di
quei film francesi di quegli anni), l'uso del suono e della musica (bellissimo
ho trovato l'accozzaglia di lingue parlate ssoprattutto durante la prima
parte) l'uso dei riflessi e degli specchi.( che ormai sta diventando quasi
un marchio del regista). Spielberg sembra rispondere alle solite
critiche che gli vengono date di tanto in tanto e questa volta si contiene
come mai prima, per paura di scadere nello smieloso... trova perfino un
momento per giudicare una battuta dello stesso film aggiungendo poi
un'altra frase "you're so corny". Cerca di non stare troppo tempo a spiegare
quello che il publico ha gia' capito da un pezzo e quindi taglia alcune
scene rendendo a volte certe transizioni piuttosto nette, altre volte invece
si dilunga in discussioni un po' troppo lunghe sul messaggio del film... :
sono tutti delle vittime, sono tutti colpevoli ..e di questo passo non c'e'
nessuna soluzione per il futuro. Testimone quell'ultima immagine tenuta
fissa sullo schermo durante i titoli di coda, uno dei pochi momenti del film
dove un'immagine di un paesaggio dice molto piu' di mezzora di dialoghi. Un
esercizio da lodare senza dubbio, ma un po' tutto calcolato e pesantemente
portato avanti. Ma poi come sempre, e' Spielberg e quindi non riesco a non essere di parte! |
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DIE HARD 3: WITH A VENGEANGE |
(***1/2) |
in DVD |
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Il pretesto del film e il modo in cui viene collegato ai
precedenti e' uno dei piu' assurdi in generale piu' forzati che io abbia mai
visto, ma a parte questo Die Hard 3 e' decisamente un passo avanti rispetto
alla seconda parte. Parte del merito e' di Samuel L. Jackson e di una regia
molto piu' competente. Fa quasi impressione vedere l'ingenuita' con cui
erano state girate alcune scene di esplosioni nella grande Mela... Oggi,
post 9/11, non sarebbe piu' possibile ottenere certi permessi, e soprattutto
non credo che il publico le accetterebbe. |
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DIE HARD 2: DIE HARDER |
(***) |
in DVD |
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Un seguito un po' deludende se lo si paragona al suo
precursore, ma pur sempre divertente... Forse piu' di qualsiasi altro film
della serie, questa seconda parte contiene un repertorio di frasi da "manuale"
entrate quasi nelle storia di Hollywood. Purtroppo il film ha cadute di
ritmo continue e si perde spesso in eterne scazzottate invece di
concentrarsi un po' di piu' su quello che aveva reso la prima parte cosi'
avvincente: la relazione tra il nostro eroe, McClain, e il cattivo di turno
(che in questo film e' decisamente stilizzato). Il film e' inoltre il piu'
violento dei tre e al tempo aveva scatenato una serie di polemiche. |
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DIE HARD |
(*****-) |
in DVD |
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Probabilmente uno dei migliori film d'azione della storia del
cinem\a e il precursore di una serie di mille altri film che in un modo o
nell'altro hanno scopiazzato questa prima parte. Bruce Willis calza
perfettamente la parte dell'eroe per caso, ma il vero ruba-scene e' Alan
Rickman che con questo film crea il "cattivo" per eccellenza. Die Hard (trappola
di cristallo in Italiano) sembra non essere invecchiato nemmeno un pochino
(a parte dai vestiti e le capigliature oscene della fine degli anni 80). Gli
effetti speciali (nell'era pre-computer)e le scene d'azione sono tutt'ora
perfette, le caratterizzazioni di tutti i personaggi azzeccatissime, il
ritmo serrato senza mai un momento morto. Se solo i registi di oggi
imparassero un po' di piu' da film del genere invece di buttare miliardi in
effetti digitali che alla fine sembrano sempre dei cartoni animati!! |
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