Films visti a Dicembre 2005

CAPOTE (****1/2)
Questa e' la prova che per piacere un film non deve necessariamente avere un protagonista con il quale identificarsi. Capote e' un freddo manipolatore, il tipico bastardo, mellifluo e viscido individuo.. eppure Phillip Seymour Hoffman riesce ad umanizzarlo, e a renderlo assolutamente fantastico, quasi ipnotizzante (Oscar, Oscar, Oscar io dico!!!). Il film si sviluppa lentamente contro ogni ritmo Hollywodiano e si conferma come uno dei film piu' provocativi dell'anno  (nel senso migliore del termine), commuovente e verso il finale quasi difficile da guardare per quanto potente. Probabilmente uno dei film migliori dell'anno.
MEMORIS OF A GEISHA (***1/2)
Un altro di quei filmoni pensato in relazione agli Oscar... Devo dire il look generale di "Geisha" e' tra i piu' belli degli ultimi tempi. E' dai tempi di "A Very Long Engagement" che non vedevo un film cosi'  curato dal punto di vista visivo: dai paesaggi spettacolari, ai tetti delle case cosi' particolari, ai fantastici colori dei Kimoni, alle bellezze orientali quasi finte...  Su questo il film gioca soltanto carte vincenti! Purtroppo, come quasi sempre quando si adatta un libro che si ha gia' letto, si rimane un po' delusi dalla semplicita' dell'adattamento. Certe sezioni del libro vengono a malapena toccate rendendo certi aspetti della storia molto superficiali e quasi senza spiegazione (La relazione con la sorella o tutta la parte della guerra, o il finale che al momento sembra quasi campato in aria). Un vero peccato, perche' su carta questa film poteva essere un vero capolavoro, invece finisce solo per essere un bel film, ma un po' vuoto...
KING KONG (****+)
Se dovessi dare un giudizio su questo film in base ai suoi effetti speciali e alle scene d'azione a meta' film, probabilmente non mi basterebbero 5 stelle. Non credo di aver mai visto un film fatto meglio dal punto di vista tecnico... e non mi riferisco soltanto all'enorme scimmione o ai dinosauri che popolano l'isola Skull, ma all'icredibile attenzione ai dettagli  nel ricostruire un'intera NewYork anni '30. Una NY cosi' perfetta che lascia a bocca aperta (soprattutto se si pensa che Peter Jackson ha girato l'intero film in Nuova Zelanda!!). Il film ha molti punti a suo favore, ma ahime' parecchi anche a suo sfavore, primo fra tutti l'indulgenza di Jakson di renderlo un film di ben 3 ore!!! L'arrivo all'isola accade dopo piu' di 60 minuti (molti dei quali avrebbero  dovuto essere sforbiciati).. dopo diche' il film gioca tutte le sue carte vincenti. Tutta la parte nell'isola funziona alla perfezione ed e' quella che rimarra' piu' nella testa di tutti quando tra qualche anno di parlera' del King Kong di Peter Jackson. Purtroppo qua e la' i dialoghi della scenegiatura scadono nel semplicistico e nel poco credibile. Il film e' troppo veloce quando dovrebbe essere lento e infinitamente quando invece doverbbe tagliare corto. Personaggi vengono introdotti continuamente senza motivo allungando ancora di piu' la durata del film(il nonno di lei per esempio.. A che serve?!)... La relazione (se cosi' la si puo' definire) tra Naomi Watts e Kong e' purtroppo quella che funziona di meno di tutto il film (anche se la trovata di farle fare la  giocoliera afcendo ridere la scimmia mi e' sembrata piuttosto buona) e in questo il film impallidisce di fronte a qualsiasi altra versione precedente di King Kong. Perfino la famigerata scena finale sull'Empire State Building lascia un po' di amaro in bocca finendo per non aggiungere niente alle versioni precedenti... Un altro taglio piuttosto strano e' stato quello in cui il corpo di Kong viene riportato a NY. Come diavolo fanno a riportarlo indietro?!??! La barca non era distrutta e incagliata? Come lo sollevano il corpo visto che sono rimasti cosi' pochi?!?! Bah.. Mistero... Peccato.. Mancava cosi' poco per rendere questo film un capolavoro (nel suo genere naturalmente)... Se solo qualcuno avesse avuto il coraggio di dire a Jackson di non essere cosi' geloso del suo materiale...
MUNICH (****)
Quest'ultimo film di Spielberg e' cosi' attento a dipingere un messaggio non di parte che a volte si dimentica quasi di rendere il suo publico interessato ai personaggi e agli eventi del film stesso. Un altro esempio di un film in cui il proprio messaggio viene a discapito di tutto il resto. Per essere un film di Spielberg il tutto e' estremamente lento, senza un vero proprio motivo per esserlo. Detto questo , devo ammettere che' la maestria del regista ancora una volta e' apparente: la coreografie di certe scene, l'impeccabile ricostruzione degli anni 70 (il film sembra davvero uno di quei film francesi di quegli anni), l'uso del suono e della musica (bellissimo ho trovato l'accozzaglia di lingue parlate ssoprattutto durante la prima parte) l'uso dei riflessi e degli specchi.( che ormai sta diventando quasi un marchio del regista).  Spielberg sembra rispondere alle solite critiche che gli vengono date di tanto in tanto e questa volta si contiene come mai prima, per paura di scadere nello smieloso... trova perfino un momento per giudicare una battuta dello stesso film  aggiungendo poi un'altra frase "you're so corny". Cerca di non stare troppo tempo a spiegare quello che il publico ha gia' capito da un pezzo e quindi taglia  alcune scene rendendo a volte certe transizioni piuttosto nette, altre volte invece si dilunga in discussioni un po' troppo lunghe sul messaggio del film... : sono tutti delle vittime, sono tutti colpevoli ..e di questo passo non c'e' nessuna soluzione per il futuro. Testimone quell'ultima immagine tenuta fissa sullo schermo durante i titoli di coda, uno dei pochi momenti del film dove un'immagine di un paesaggio dice molto piu' di mezzora di dialoghi. Un esercizio da lodare senza dubbio, ma un po' tutto calcolato e pesantemente portato avanti. Ma poi come sempre, e' Spielberg e quindi non riesco a non essere di parte!
DIE HARD 3: WITH A VENGEANGE (***1/2)  in DVD
Il pretesto del film e il modo in cui viene collegato ai precedenti e' uno dei piu' assurdi in generale piu' forzati che io abbia mai visto, ma a parte questo Die Hard 3 e' decisamente un passo avanti rispetto alla seconda parte. Parte del merito e' di Samuel L. Jackson e di una regia molto piu' competente. Fa quasi impressione vedere l'ingenuita' con cui erano state girate alcune scene di esplosioni nella grande Mela... Oggi, post 9/11, non sarebbe piu' possibile ottenere certi permessi, e soprattutto non credo che il publico le accetterebbe.
DIE HARD 2: DIE HARDER (***)  in DVD
Un seguito un po' deludende se lo si paragona al suo precursore, ma pur sempre divertente... Forse piu' di qualsiasi altro film della serie, questa seconda parte contiene un repertorio di frasi da "manuale" entrate quasi nelle storia di Hollywood. Purtroppo il film ha cadute di ritmo continue e si perde spesso in eterne scazzottate invece di concentrarsi un po' di piu' su quello che aveva reso la prima parte cosi' avvincente: la relazione tra il nostro eroe, McClain, e il cattivo di turno (che in questo film e' decisamente stilizzato). Il film e' inoltre il piu' violento dei tre e al tempo aveva scatenato una serie di polemiche.
DIE HARD (*****-)  in DVD
Probabilmente uno dei migliori film d'azione della storia del cinem\a e il precursore di una serie di mille altri film che in un modo o nell'altro hanno scopiazzato questa prima parte. Bruce Willis calza perfettamente la parte dell'eroe per caso, ma il vero ruba-scene e' Alan Rickman che con questo film crea il "cattivo" per eccellenza. Die Hard (trappola di cristallo in Italiano) sembra non essere invecchiato nemmeno un pochino (a parte dai vestiti e le capigliature oscene della fine degli anni 80). Gli effetti speciali (nell'era pre-computer)e le scene d'azione sono tutt'ora perfette, le caratterizzazioni di tutti i personaggi azzeccatissime, il ritmo serrato senza mai un momento morto. Se solo i registi di oggi imparassero un po' di piu' da film del genere invece di buttare miliardi in effetti digitali che alla fine sembrano sempre dei cartoni animati!!

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